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Valleriana

La Valleriana è un territorio con una forte individualità originata dalle singolari caratteristiche orografiche delle sue strette valli – le cui arterie stradali hanno consentito per secoli il passaggio di persone e lo scambio dei beni tra la Toscana e il Bolognese – e dalla presenza dei dieci borghi che le costellano, i quali, nati sul territorio in base a rigide logiche militari, hanno vissuto momenti di fasto sia politico che economico con indubbie ripercussioni sulle loro architetture. Gli ultimi sessanta anni hanno visto il progressivo abbandono di questi centri che sono andati progressivamente impoverendosi di uomini e mezzi e solo ultimamente il loro declino sembra arrestato grazie al rinnovato interesse – in prevalenza turistico – che stranieri e italiani desiderosi di ritrovare le proprie radici, mostrano verso queste realtà marginali di indubbio valore storico, paesaggistico ed urbano.

  • Aramo
  • Sorana
  • Pietrabuona
  • Fibbialla (in attesa di finanziamento)
  • Castelvecchio (in attesa di finanziamento)
  • San Quirico (in attesa di finanziamento)
  • Vellano (in attesa di finanziamento)
  • Pontito (in attesa di finanziamento)
  • Stiappa (in attesa di finanziamento)
  • Medicina (in attesa di finanziamento)

Aramo

Aramo ha costituito un progetto pilota anche in ambito nazionale teso a verificare le potenzialità delle odierne strumentazioni a scansione laser nel rilevamento di interi comparti e dei programmi di restituzione e gestione delle informazioni correlate agli edifici e agli spazi urbani.


Il rilievo integrato del borgo

La tesi di laurea degli architetti Duccio Troiano e Massimo Zucconi (La rilevazione integrata del castello di Aramo (PT). Nuove metodologie per il controllo delle qualità urbane, A.A. 2006/07) tratta gli aspetti legati alla conoscenza e alla gestione, sulla base di un rilievo geometrico degli spazi urbani (rilievo delle dimensioni oggettivamente misurabili), e sul rilievo delle qualità che questi possiedono.
Questi due filoni sono stati messi in relazione tra loro mediante l’uso di un software che permette, mediante semplice interrogazione, di evidenziare gli aspetti qualitativi correlandoli a quelli quantitativi e viceversa.
Si è cercato cioè di legare al rilievo geometrico tridimensionale un sistema di informazioni provenienti dalla schedatura, in modo da ottenere una piattaforma integrata di dati utili ad una gestione consapevole del bene. Mentre nella pratica attuale questo sistema di associazioni tra dati qualitativi e di rappresentazione geometrica della realtà viene effettuato su basi quasi esclusivamente bidimensionali (in formato raster o vettoriale), per Aramo questo lavoro è stato affrontato a livello tridimensionale. Il fine è stato dunque quello di creare un GIS referenziato ad una modellazione composta da nuvole di punti ottenute mediante scansione laser.
Per il rilievo geometrico è stato utilizzato uno scanner laser Faro HE 8080 a variazione di fase col quale è stato possibile rilevare la quasi totalità del patrimonio costruito (fronti edilizi, cortine murarie e piani stradali) in una campagna di soli due giorni. La logica con la quale sono state distribuite le 29 stazioni all’interno del paese è stata quella di ottenere, per ogni oggetto, una copertura in punti sufficiente a descriverlo in ogni dettaglio.
Contemporaneamente alle scansioni sono stati effettuati una campagna fotografica – realizzata con fotocamera Nikon D70 e obiettivo fish eye, che ha permesso, attraverso procedura automatizzata, di attribuire valore cromatico ad ogni punto rilevato – ed un rilievo topografico con stazione totale Leica TCR 705. Sono stati rilevati 542 punti da 21 stazioni su geometrie chiaramente riconoscibili dei fronti edilizi e del piano stradale al fine di avere una solida griglia per la messa a registro delle scansioni.
Il rilievo delle qualità relative al contesto costruito di Aramo è stato organizzato analizzando il castello nelle sue componenti edilizie e urbane. Alla prima componente fanno capo tutti gli edifici, sia “speciali” (chiese, oratori) che di “base” (case in linea, a schiera, etc.) e le emergenze (rocca, torri); alla seconda fa invece riferimento il sistema dei percorsi (di impianto, di collegamento, matrice, etc.) e dei luoghi nodali/polari (quali le piazze). Per ognuna di queste categorie è stata poi riconosciuta l’unità minima che le costituisce: unità minime urbane (U.M.U.) e unità minime edilizie (U.M.E.).
La struttura della schedatura è stata progettata secondo questa stessa logica duale; le schede tipo sono state inserite in due database di Access fisicamente separati ma relazionati tra loro.
Per quanto riguarda le informazioni schedate, esse fanno nella maggior parte riferimento alla qualità dei manufatti e al loro stato di conservazione così come sono percepibili dallo spazio pubblico.


Aramo 2008

Il materiale prodotto in seguito alla campagna di rilievo integrato ha costituito il necessario supporto documentario messo a disposizione dei partecipanti al workshop nazionale "Aramo e le dieci castella della Svizzera Pesciatina", conclusosi con la giornata di studi e la mostra "Il progetto nel contesto storicizzato: esempi a Confronto" (Pescia, 2008).
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Il workshop di progettazione (Pescia, 12-16 maggio 2008) è stato rivolto a studenti e dottorandi in architettura e ingegneria: i sedici studenti ed i sette tutors provenienti da sei Facoltà di Architettura e Ingegneria italiane, sotto la guida di docenti delle discipline progettuali e compositive, hanno svolto un’esperienza sul tema comune di “Aramo e le dieci castella della Svizzera Pesciatina”. Comunicazioni introduttive e visite guidate, hanno inquadrato le problematiche specifiche del territorio in analisi dal punto di vista storico, economico e sociale, oltre che architettonico e urbanistico, consentendo agli allievi di affrontare consapevolmente il lavoro proposto.

L'obiettivo della giornata di studi (Palagio di Pescia, 17 maggio 2008) è stato quello di mettere a confronto le diverse teorie in base alle quali le “scuole” di architettura presenti nel nostro paese operano nel contesto storico. Dal confronto tra i progetti elaborati nel workshop e dal dibattito tra coloro che hanno preso parte alla giornata di studio, è emersa distintamente la comune convinzione che oggi non sia più accettabile intervenire sul patrimonio edilizio, urbano e paesaggistico in assenza di un quadro conoscitivo esauriente.

La mostra (Palagio di Pescia, 17-24 maggio 2008) inaugurata durante la giornata di studi ha raccolto e posto a confronto otto progetti relativi ad interventi concepiti in un organismo urbano fortemente caratterizzato da una spiccata valenza storica. Il tema comune degli elaborati proposti riguarda la valorizzazione e la corretta gestione del patrimonio edilizio di Aramo, connotato da un particolare pregio urbano ed architettonico, ma ormai in uno stato di progressivo abbandono.
Tra le tavole esposte ha meritato una particolare menzione il progetto dal titolo "La riconfigurazione dell’unità morfologica di Aramo", elaborato dagli studenti e dai tutors delle università di Ferrara di Genova.
Punto di partenza per il progetto è stata la lettura del processo alla scala del territorio: finalità della lettura, in questa fase, è stata la comprensione delle logiche di espansione dei nuclei presenti nella valle, per individuare un modello di accrescimento delle castella, che potesse essere applicato in questo caso. Alla scala urbana il progetto si è posto l’obiettivo di rendere comprensibili alcune logiche che stanno alla base dello sviluppo dell’insediamento di Aramo, ma che risultano di difficile lettura.

Gli atti del convegno (suddivisi nelle tre sessioni: "Comprendere per progettare", "Il progetto nel contesto storicizzato" e "Esempi a confronto") e le tavole della mostra sono confluiti nel volume:
Alessandro Merlo, Gaia Lavoratti (a cura di), Il progetto nel contesto storicizzato: esempi a confronto, Studi e Documenti di Architettura n° 26, Alinea Editrice, Firenze 2009, ISBN 978-88-6055-455-0.
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